Poi, il tempo ci ha consentito di andare ciascuno per la propria strada ed io ho continuato sempre a costruire il presepe a Natale per la mia gioia e in qualche caso per quella di qualche nipote di passaggio.
Era un modo di vivere la festa nel rispetto delle tradizioni. Il presepe ha cominciato a trovare nuova vita sui mobili e sui tavolini, arricchendosi ogni anno anche con i mezzi che la società dei consumi ci passa.
Dal 1990, in occasione di una esposizione di presepi fatta a Forlì nella rocca Ravaldino appena restaurata, ho avuto modo di esporre una trentina di piccoli presepi di nuova concezione e per niente tradizionali. Forte dell’apprezzamento avuto in quella occasione ho continuato nel tempo producendo ogni anno una serie di medi e piccolissimi pezzi che, esposti durante il periodo natalizio, mi hanno sempre dato la possibilità di fare della beneficenza a famiglie bisognose.